Sabato, Shabbat
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando. (Gen 2, 1-3) Il sabato, la più importante delle ricorrenze ebraiche, si celebra per ricordare l'opera della creazione: è perciò un giorno di grande festa ed è prescritto anche dal quarto comandamento. Già il popolo d'Israele, uscito dall'Egitto, ubbidì all'ordine di osservare lo Shabbat e dovette raccogliere, di venerdì, la doppia razione di manna.
L'accensione della lampada, le challòt (pane intrecciato) fragranti sulla tavola ben apparecchiata, la recita delle preghiere sono pratiche diffuse e segni concreti per il sabato. Durante lo Shabbat ogni occupazione dev'essere sospesa: lavori agricoli, di scrittura, di cucitura, lavori domestici, accensione del fuoco, trasporti di oggetti, viaggi, commercio. Ci si può, però, dedicare allo studio ed è bene leggere la Torah.

Anno sabbatico: come ogni sette giorni si consacra un giorno al Signore, Shabbat, così ogni sette anni si consacra a Lui un anno, detto shenàt hashemità (anno sabbatico). In questo anno in Israele ci si astiene dal lavorare la terra, che appartiene al Signore. La Torah, poi, prescrive che alla fine di ogni settimo periodo di sette anni (50° anno) sia consacrato un anno chiamato Yovèl (giubileo).