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I luoghi dello spirito
Napoli
Cappella di San Severo
 

La Cappella di Sansevero o Chiesa di Santa Maria della Pietà è situata nel cuore di Napoli ed è uno dei più importanti luoghi di culto della città, in cui si intrecciano creatività barocca, bellezza e mistero, creando un’atmosfera fuori dal tempo. La Cappella è attigua al palazzo dei Principi di Sansevero, a cui in origine era collegata.
Fondata nel 1590 dal principe Giovanni Francesco de Sangro nel giardino del proprio palazzo per venerare la Madonna della Pietà, la Cappella che oggi possiamo ammirare è il frutto dei lavori effettuati da Raimondo de Sangro, principe di Sansevero nel 1742.
Presenta una navata unica rettangolare con otto piccole cappelle laterali che si snodano fino all’altare maggiore. La maggior parte delle opere che vi sono conservate furono commissionate da Raimondo de Sangro, al quale si deve anche la pavimentazione originale, di cui oggi resta solo un frammento — un mosaico bianco e nero raffigurante un labirinto — ottenuto con procedimenti sconosciuti.
Nella Cappella sono conservate opere scultoree e pittoriche di altissimo valore, tra cui l’affresco del soffitto detto il Paradiso dei Sansevero, del 1749, che termina in corrispondenza delle finestre in sei medaglioni con i santi protettori del casato, al di sotto dei quali vi sono le effigi di sei cardinali della famiglia de Sangro. L’opera più famosa è il Cristo velato realizzato nel 1753 da Giuseppe Sammartino, posta al centro della navata. La statua raffigura un Cristo sdraiato su un materasso con il capo adagiato su due cuscini, ricoperto da un velo che aderisce perfettamente al corpo e al viso.

Curiosità
L’artista che scolpì il Cristo velato seppe rendere in modo magnifico l’effetto di un corpo ricoperto da un velo, ma questo virtuosismo diede adito a una leggenda.
Secondo la leggenda, infatti, lo scultore si limitò a realizzare la statua sulla quale in un secondo momento l’alchimista Raimondo de Sangro avrebbe steso un velo di tessuto trattato con un misterioso procedimento che egli solo conosceva con cui avrebbe “marmorizzato” il telo creando l ‘effetto incredibile che oggi si può ammirare.

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