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I luoghi dello spirito
Roma
Basilica di Santa Maria Maggiore
 

Conosciuta anche come Santa Maria delle Neve o Basilica Liberiana (dal nome di papa Liberio, suo fondatore nel IV secolo), è una delle quattro basiliche patriarcali di Roma, la sola ad aver conservato la sua struttura paleocristiana, sebbene arricchita da successive aggiunte.
La Basilica venne eretta nel V secolo su resti di età augustea, adrianea e costantiniana. Si presentava a tre navate, senza transetto, con nartece e copertura a capriate. Nel XIII secolo Niccolò IV fece realizzare il transetto e le decorazioni dell’abside con affreschi e mosaici e nel XV secolo vennero aggiunte le volte sulle navate laterali e il soffitto in quella centrale, mentre nel 1500 furono create le cappelle laterali. La facciata, con porticato e loggia a tre arcate, risale al XVIII secolo. Il campanile romanico è del 1377. L’interno è ricco di opere d’arte: i mosaici della navata centrale risalenti al V secolo; quelli dell’abside del XIII secolo; il pavimento cosmatesco del 1288; il soffitto in legno dorato dal XV secolo; il presepe di Arnolfo di Cambio del XIII secolo; le numerose cappelle; l’altare maggiore; la reliquia della Sacra Culla e il Battistero.

Curiosità
La Basilica sorge sul luogo di una miracolosa nevicata avvenuta il 5 agosto del 356, dopo che papa Liberio aveva ricevuto la visione della Vergine, da cui i nomi attribuiti alla Basilica.
Ogni anno, il 5 agosto, il miracolo della nevicata viene rievocato con una celebrazione: una cascata di petali bianchi discende dal soffitto, ammantando l’ipogeo.
All’interno è conservata la Sacra Culla: un prezioso reliquiario di cristallo e argento a forma di culla che contiene frammenti di legno che la tradizione attribuisce alla mangiatoia in cui fu deposto Gesù Bambino, trovati in Terra Santa da Elena, madre di Costantino, e portati a Roma.

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