ZONA RELIGIONE
I luoghi dello spirito
Milano
Abbazia di Chiaravalle
 

Fondata poco fuori dalle mura di Milano nel 1135 da Bernardo di Clairvaux e dai suoi monaci cistercensi e consacrata nel 1221, fu ampliata nel XV secolo dal cardinale Ascanio Sforza.
L’Abbazia, denominata anche Santa Maria di Rovegnano, ha caratteristiche sia romanico lombarde sia gotiche, con sovrapposizioni barocche e rococò. Presenta una pianta a croce latina con tre navate con volte a crociera affrescate. La parte più significativa del monastero è quella centrale dove si trovano la chiesa, le abitazioni e il chiostro.
Dopo alterne vicende, nel 1798, quando Napoleone ordinò di mettere all’asta i beni dell’abbazia, iniziò la decadenza dell’edificio. Il restauro che le diede nuova vita risale al 1952 e si deve al Comune di Milano, divenuto proprietario dell’edificio, che oggi è concesso in uso ai Cistercensi, che vi hanno creato un centro studi e un’azienda agricola.
All’Abbazia, oltre alla chiesa a tre navate decorata con pregevoli affreschi e realizzata in cotto, si può ammirare la Ciribiciaccola, cioè la torre sovrapposta alla chiesa, le cui ricche decorazioni rispecchiano il gusto dell’architetto lombardo Francesco Pecorari che la progettò nella prima metà del XIV secolo. Il nome, dialettale, deriva forse da ciribiciaccolini che potrebbero indicare i frati dell’abbazia o le colonnine della torre oppure i piccoli delle cicogne che un tempo nidificavano sulla torre.
Interessante è anche il portico antistante la facciata, costruito secondo uno stile classicheggiante che si discosta notevolmente dalle linee austere dell’arte cistercense.

Curiosità
In cima alla scala che si percorre per raggiungere il dormitorio, risalente al 1493, si trovava un’opera di Bernardino Luini del 1512, ora sistemata sul transetto della chiesa: La Madonna della buonanotte. Il nome deriva dall’abitudine che avevano i monaci, salendo al dormitorio, di salutare la Madonna con l’ultima Ave Maria della giornata. Sorridenti, la Madonna, il Bambino e due angeli accompagnavano i monaci al riposo.

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